Laboratorio Fitoterapico - Ricerca Erboristica ERBORISTERIA dal 1980 www.fralet.it Se l’umore è sempre nero....allora Griffonia Eccoci anche quest’anno al nostro ultimo appuntamento prima delle  vacanze estive, stanchi di un anno lavorativo, stanchi di un tempo  instabile che ci rpocura non indifferenti instabilità d’umore.La  Griffonia, Griffonia simplicifolia, è una pianta appartenente alla  famiglia delle Leguminosae, originaria delle regioni tropicali dell'Africa  centro-occidentale, diffusa soprattutto in Ghana, Costa d'Avorio, Togo.  La Griffonia simplicifolia è conosciuta anche con i sinonimi botanici di  Bandeiraea simplicifolia, e Simplicifolia schotia. E' un arbusto legnoso  di grandi dimensioni che può raggiungere i 3 metri di altezza; predilige  le zone umide, produce fiori con il calice e la corolla verdognoli, riuniti  in infiorescenze a grappolo, e, essendo una leguminosa, i suoi semi  sono simili a fagioli racchiusi in baccelli: la Griffonia è infatti chiamata  anche "fagiolo africano".  La droga, cioè la parte di pianta  farmacologicamente interessante ricca di principi attivi, è costituita  proprio dai semi contenuti nei baccelli; essi hanno forma discoidale  con le superfici un po' convesse, e assumono un colore rossiccio più o  meno scuro, a seconda del grado di maturazione; il tempo balsamico  corrisponde alla completa maturazione, quando i semi hanno un  diametro di circa 2 cm, un colore nerastro, e la maggiore  concentrazione di principi attivi. L'interesse verso questa pianta in  Europa è relativamente recente, ed è conseguenza dell'accelerazione che la ricerca in campo fitoterapico ha  subito, in seguito ad un inconveniente verificatosi alla fine degli anni '80. La Griffonia è ricca di triptofano,  l'aminoacido precursore della serotonina, un neurotrasmettitore (più avanti chiariremo anche questo termine)  coinvolto nel miglioramento dell'umore, della qualità del sonno, del ciclo sonno-veglia, del controllo della soglia del  dolore, della termoregolazione corporea, della sessualità, della regolazione dell'appetito. Negli anni '80, come  dicevamo, si iniziò a utilizzare il triptofano sintetico (non Griffonia quindi) come antidepressivo e contro l'insonnia,  ma negli USA si verificarono casi di gravi reazioni all'uso di questo aminoacido di sintesi, per cui esso fu vietato  dall'FDA (Food and Drug Administration). Si scoprì in seguito che i problemi erano stati causati da sostanze  estranee contaminanti contenute in una fornitura di triptofano di sintesi, ma la proibizione all'uso di integratori a  base di triptofano sintetico rimase. Questo spinse la ricerca a trovare fonti naturali di questo aminoacido,  alternative ai prodotti di sintesi, e fu così che si scoprirono le virtù della Griffonia, una pianta tropicale  appartenente alla medicina tradizionale africana, che entrò di prepotenza a far parte del bagaglio della moderna  fitoterapia occidentale. Oggi sappiamo che la Griffonia è ricca di 5-Hidrossitriptofano (5-HTP), un aminoacido  essenziale precursore diretto della serotonina, un importante neurotrasmettitore del sistema nervoso, implicato in  particolare nella regolazione dell'umore, del senso di fame e del sonno: ricordiamo che la serotonina è a sua volta  un precursore della melatonina, la cui concentrazione è determinante per la fisiologia del sonno e per la  regolazione del ciclo sonno-veglia (vedi ancora il nostro articolo di novembre 2009). Accenniamo ora brevemente  a poche indispensabili nozioni che ci facciano comprendere la funzione e l'importanza dei neurotrasmettitori. I  neurotrasmettitori sono sostanze prodotte dall'organismo a livello delle cellule nervose (neuroni), allo scopo di far  comunicare le cellule stesse fra loro: i neurotrasmettitori veicolano le informazioni, che da una cellula nervosa  possono così trasmettersi alla successiva. Se osserviamo un'illustrazione schematica di una cellula nervosa,  notiamo che essa è fornita da un lato di numerose ramificazioni (dendriti), e dalla parte opposta di una propaggine  allungata (assone) che termina anch'essa con varie ramificazioni. Se mettiamo in serie due cellule nervose in  modo da far combaciare l'assone di una cellula con i dendriti della successiva, e proseguiamo così con altre  cellule, otteniamo una successione di cellule nervose che si sfiorano con le loro ramificazioni. A livello di questi  punti di "sfioramento" (sinapsi), dove però non vi sono punti di vero contatto, transitano delle sostanze chimiche, i  neurotrasmettitori appunto, che come un ponte mettono materialmente in comunicazione i neuroni fra loro e  rendono possibile il passaggio dell'impulso nervoso fra una cellula e la successiva. L'argomento è molto  complesso, ma queste poche ed essenziali nozioni, naturalmente molto schematiche e semplificate, possono  spiegare l'importanza dei neurotrasmettitori, senza i quali le cellule nervose non potrebbero comunicare; essi  quindi sono fondamentali per il buon funzionamento di tutto il sistema nervoso. Nel caso del neurotrasmettitore  serotonina, il nostro organismo la sintetizza, cioè la "fabbrica", partendo dall'aminoacido essenziale triptofano  (definito essenziale perché l'organismo umano non è capace di produrlo, ma è indispensabile assumerlo con gli  alimenti); il 5-HTP è un passaggio intermedio di questa sintesi perciò, mediante l'assunzione di Griffonia, ricca di  5-HTP, è possibile incrementare in modo naturale i livelli di serotonina nell'organismo. I disturbi dell'umore,  l'insonnia e i disturbi alimentari possono essere causati da un difetto di funzionamento nella trasmissione degli  impulsi nervosi fra i neuroni; questo difetto è spesso originato da carenza di serotonina, quindi l'integrazione con  Griffonia favorisce la produzione endogena di questo neurotrasmettitore, ripristinando una condizione di normalità.   L'efficacia dell'estratto dei semi di Griffonia simplicifolia nel migliorare l'umore è stata ormai dimostrata da  numerosi studi e sperimentazioni cliniche, realizzati a livello internazionale. La Griffonia è infatti oggi utilizzata con  buoni risultati per il trattamento di depressioni lievi o moderate (ovviamente dopo un consulto medico), anche  associate ad ansia, nelle depressioni stagionali, nell'insonnia e nei disturbi del sonno che così di frequente sono  associati ad alterazioni del tono dell'umore. Alcuni studi in particolare hanno evidenziato che la Griffonia migliora la  qualità del sonno incrementando la "fase REM", quella in cui si sogna. L'uso della Griffonia si è rivelato utile anche  nel contrastare la cosiddetta "fame compulsiva" o "fame nervosa", che provoca spesso un desiderio incoercibile di  cibo, in particolare carboidrati, e in special modo gli zuccheri semplici contenuti nei dolci. E' importante sottolineare  che il 5-HTP fornito dalla Griffonia non ha evidenziato, anche a dosaggi elevati, manifestazioni negative; la  Griffonia presenta inoltre l'indubbio vantaggio di non indurre assuefazione o dipendenza. La Griffonia è spesso  associata ad altre piante contenenti principi attivi ad azione rilassante, sedativa, antidepressiva, come Melissa,  Passiflora, Rodiola, Iperico, con una sinergia di azione che ne completa ed esalta l'efficacia.